ANILA HANXHARI
poeti contemporanei italiani
e non
mercoledì 21 gennaio 2026
AMORE EMANA
domenica 31 agosto 2025
ENCICLOPEDIA DEL FAR NIENTE la crestomazia sbriciolata di un sé - Nota critica di FRANCA ALAIMO e quattro poesie controindicate.
Eri brava a fare poesia
un talento indifeso
ti bastava guardarmi
dove non ero, confondermi
con i tuoi desideri, mentre
contavo mosche sui vetri.
Eri brava ma non eri tu
nemmeno noi ora si può
comprendere il significato
di questi abbandonati versi
come a vegliare un morto
autenticare una firma falsa.
Eri brava e forse ora
sei ancora meglio di
ciò che sei. Nei tuoi occhi
nuovi progetti di schiene
diritte e un dolore che non si
spezza, declive allo specchio.
2008 Come un cane… con un cane (Montedit – Poesia)
2013 Racconti per bambini adulti (Lettere Animate – Narrativa)
2016 Mi sgridi i piedi (Youcanprint – Poesia)
2018 Enciclopedia del far niente (96, rue de -La- Fontaine – Poesia)
2019 The best of (Youcanprint – Poesia – Narrativa – Aforismi)
2020 Manifesto dadaista pandemico (Nolabel - Poesia decoupage)
2022 Lo sguardo deluso degli specchi (Youcanprint - Poesia)
2023 Le mie poesie per te (Dearcity – Poesia)
2025 Atti di vandalismo culturale (Nolabel - Poesia clandestina)
2025 Memorie di un disoccupato mentale (Dearcity – Fannullologia)
lunedì 21 luglio 2025
Mara Mattavelli LE FARFALLE DI NABOKOV
LA SFUMATURA COME METODO DI COMUNICAZIONE
(il poeta vede ciò che resta fuori dalla rete)
venerdì 14 febbraio 2025
Elena Milani - LE RONDINI AL RITORNO
Elena Milani LE RONDINI AL RITORNO
giovedì 1 agosto 2024
100 POESIE - IL GIARDINO POETICO DI FRANCA ALAIMO
[Ogni giorno dai vasi/ sul balcone affiora/ alla luce un altro fiore…
Poi tutto scompare/
fiori d’oro, arance/ mal di luce.]
Mi avvalgo della facoltà di citare Dino Buzzati per provare a definire la poesia di Franca Alaimo: << C’è un sistema semplicissimo e pratico per stabilire se una poesia è vera poesia: leggetela distrattamente, meccanicamente, senza il minimo sforzo, addirittura pensando ad altro. Se è poesia di quella buona, state pur certi che qualcosa vi entrerà nel cervello, vi toccherà come una punta.>> Confesso, una osservazione minuziosa delle sue parole non la sono riuscita a fare senza aver dovuto chiedere aiuto a un grande narratore, Franca è come una bambina che ti scappa da tutte le parti, la insegui e, quando ti fermi affannato, piegandoti con le mani sui fianchi, te la ritrovi lì davanti, saltellante, dicendoti: <Hai visto quanto è facile scrivere una poesia, è sufficiente parlare con Dio, nutrire un fiore, prendersi cura di un gatto.> Poi ricomincia a correre e, allora, leggendola, ti accorgi che la vita vale sempre la gioia di essere vissuta anche quando ti fa sentire come una conchiglia, estirpata dal mare e tenuta in giardino per fare apparire, il possidente, migliore. Ma noi non siamo niente, come recita a se stessa Alaimo dialogando con il suo Dio. Ma chi è il Dio con il quale si confida? Vogliamo immaginare sia il creatore del suo giardino, inteso come foglio, oppure è, quel Dio, la solitudine con la quale ognuno di noi convive più o meno pacificamente? <<Dirmi che sono una bambina, anche se sono avanti negli anni, ma lo so che il cuore non tiene in conto se non il ritmo del suo battito. Finché c'è, viva comunque la vita.>> E così succede, leggendo, di vedere sbucare dal foglio due mani rugose di bambina, protese verso le arance che nessuno coglie, quella sensazione di non essere abbastanza niente nel guardare fiorire il ritorno alla casa dove tutte le cose smettono di morire e, forse, anche di soffrire.
<<Si tratta, comunque, di soffiare sulla "bua" e tutto passa. Quando eravamo bambini, lo credevamo davvero, perché eravamo solo amore.>> Franca Alaimo.
Sono la bimba di ieri
che colora le labbra
col succo delle more,
e dice: io sono un fiore.
Non so quando, ma
diventerò una viola.
Mi alzerò su uno stelo
fluttuando nel cielo
come un aquilone.
*****
Franca Alaimo è nata a Palermo, dove risiede, con la sua gatta Ninnetta e un bellissimo balcone fiorito, a quattro passi dal mare. Voce influente della poesia contemporanea, è franca di nome e di fatto. L'ultima sua pubblicazione è:
100 POESIE - 2024 peQuod
mercoledì 24 luglio 2024
DOVE NEVICANO LE VIOLE - LE VIRGOLE SOTTO IL SOLE DI ANNA MARIA SCOPA
L'inchiostro per innaffiare le parole, così come l'acqua per innaffiare i fiori. E la neve? Forse come stato embrionale delle cose, dico forse perché non lo so: DOVE NEVICANO LE VIOLE è un viaggio verso e attraverso la fioritura del destino, Anna Maria si prende cura di questo giardino che è la vita, con le sue speranze, le sue delusioni, le sue amare verità, il suo portare attenzione. Quando leggo un libro di poesie sono molto meticoloso riguardo la lettura dei titoli, delle stesse, a volte i suddetti sono poesia nella poesia, non so se tutti coloro che leggono con trasporto una silloge fanno caso a questo, io sì, e se si volesse giocare con i titoli, oltre a scoprire la smisurata commistione che si riscontra tra l'anima di Anna Maria e i fiori (a mio parere, in questo caso, simbolo delle stagioni e degli accadimenti) si riuscirebbe a ricavare una poesia di grande intensità emotiva. La Scopa dà soltanto risposte, perché in natura non esistono domande, esiste solamente un tempo che trascorre senza passare, dove tutto fa parte del tutto, non si getta niente, nemmeno l'esperienza negativa: in lak'ech, sembra sussurrare Anna Maria alle sue creature, mentre dormono sotto una neve di viole scagliate da Cupido, in attesa del ripetersi di quel miracolo che chiamiamo amore. Nella silloge si respira anche una grande passione per il mare, Anna non lo dichiara apertamente ma il mare è il suo rifugio, il ritorno al proprio stato primordiale, la necessità che in alcuni periodi della vita si fa impellente, da qui forse l'urgenza di scrivere, di comunicare al mondo il proprio atto di coraggio: affrontare la vita, prendendosi cura dei fiori. Mi viene solo da chiederle: cosa succederebbe se il suo inchiostro smettesse all'improvviso di respirare? Smetterebbero di cadere le viole? Non mi interessa sapere la risposta che forse è l'oggetto stesso di questo libro, io me la sono data leggendolo, ma non ve la dico.
martedì 23 luglio 2024
Giancarlo Sissa ARCHIVIO DEL PADRE
"Ma nell'ufficio delle cose perdute devo, in cambio dei vent'anni, ridare tutto quello che ho."
AMORE EMANA
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