mercoledì 21 gennaio 2026

AMORE EMANA

 ANILA HANXHARI



Parafrasando Frank Zappa, direi che parlare di poesia è un po' come giocare di morte, si rischia di essere fuori luogo già solo nel dire " Questa poesia mi piace, o viceversa". Poi c'è Anila, una sorta di Genius loci della poesia contemporanea, capace di creare, attraverso i propri versi, l'orditura tra spirito e materia
che solo i grandi poeti sanno, spesso senza saperlo. Non parla mai di morte Anila, la accoglie come una virgola e forse è proprio questo a differenziarla dalla maggior parte della poetipolazione, quel riuscire a far combaciare in chi legge causa e effetto, il determinismo dello stato di parola a creare il verso, donandolo all'intero universo.
Anila è una bene-fattrice di lirica, da ogni suo verso potrebbe nascere, all'improvviso, un nuovo poeta o una nuova poesia, basta saperla cogliere Anila, è come una lunaria telekiana, la tintura del suo inchiostro guarisce.

(Noi siamo un mucchio di cose qualsiasi)
Mi ridonda nella testa, dopo avere letto questa opera di Anila, "Tutto il resto è noia" di Franco Califano. "Amore emana" non lascia scampo al lettore distratto, ogni verso è una poesia a sé, ogni parola è un dardo, capace di scalfire la pietra più ostile. Anila mostra la propria fede spogliata da un qualsiasi dogma, è un fiume in piena che travolge arricchendo, incalza e non cede, non cede mai, tanto da riuscire a rendere entusiasmante perfino la sofferenza. Il linguaggio della Hanxhari è tanto stupefacente quanto oneroso, l'unicità della sua essenza si riflette lungo le cateratte volte a ridare prestigio e potere al Dio natura. Non teme nessuno Anila, il suo passo è diverso, il suo è uno sguardo ormai improprio all'uomo; "L'amore salva perfino Dio!" In questo verso si può cogliere tutta la temerarietà di questa illuminata poetessa che pare scriva adoperando un inchiostro bambino, a tratti cinico, a tratti irriverente, ma di una benevolenza incontaminata.
"Scagli la pietra e nascondi l'acqua
tiri l'acqua e rubi la pietra
lanci gli occhi alimenti sul fuoco
e poi sfoderi la coperta e copri la fessura
io sono tutto ciò che l'acqua fa alla fessura
quando si è pietra
inondo nella misura in cui dieci cavalli spostano
la verità sul giudizio."
Amore emana è una silloge universale, nel senso che, come l'universo, disconosce il no e il non. Il lettore, in grado di riconoscere questo passaggio, avrà così la sensazione di ritrovarsi tra le mani un'opera spregiudicata, un mito del pensiero sano. Anila insegna la rivoluzione della poesia, a teorici e praticanti, mettendo in gioco ciò che di più prezioso ha: se stessa. Una rivoluzione disarmata, dove è la parola a farsi pietra, acqua, luce, fuoco, albero, neve. Ammirevole è il suo ardire, con il quale difende a 'verso tratto' il suo metafisico e dadaistico mondo, un mondo dal quale nessuno è escluso, se non chi, in cuor suo, predilige la noia a tutto il resto.
"Guardate, l'amore ha alzato le braccia
non come si arrende un uomo
ma come si semina il cielo!"
Anila Hanxhari - Amore emana ( 2017 - META EDIZIONI)

1-
Abbiamo saputo il sapore della pietra
del sottobosco della neve, delle origini
del lasciapassare per l’ignoto
al livello della memoria
mi pesi con il tempo
l’orlo della foglia
con i cavi elettrici dell'orgoglio
mi dai la scossa sull’eterno
i paradisi sono inconvenienti sulla terra
bisogna saperci andare interi
come sulla rete dei pesci
quant’è distante una bocca dalla pietra
lo spazio di un faro da un volto all’altro
della luce smagliata da un chicco di grano
è che la distanza non ha più fiato
le è rimasto in gola un albero
ed è volata
con gli artigli sull'arpa.
Quando ti chiederanno dei nostri sussurri
digli che oggi voglio piangere come l’aurora
giocare a guardie e ladri con la vetta
verranno a tagliarmi la mente con i raggi
mi conteranno le nevi con i rosari
le stelle mangiate dalle trappole a scatti
vedremo con gli occhi della preghiera
conficcata sui vetri dell’estasi
tu costruisci la casa al lato opposto
delle ruote della macchina
e dici che la luce riposa sulla terra quando cade
le dà sollievo sbattere la testa sui seni
l’ingorgo dei fiori non ci fa cambiare strada
l’ortensia fa fiori sui rami compatti
quando ti chiederanno dello spaccalegna
digli dei nostri sussurri su pietra
e tu vestiti della mia cintura di gelsi!
2-
Tu mi dici entrami dentro
e scrivi come in un santuario
cambia i candelabri, la luce dei ceri
la preghiera dei santi
poi salvi all’altezza della croce
con l’ultima ostia dei mari
la via dei tigli, una finestra
alla follia degli angeli
bevi dal mio sangue
degli ulivi feriti
svuotati dai taglialegna
entra nella mia testa con il pollice d’aria
con la bocca di creta
il parasole del mantra
fammi scrollare dalle spalle
il male delle farfalle nell’armadio
la stanchezza di mia madre
la lettura di latta
in una lingua arsa
cantami una ninna nanna tra le rotaie della mente
fai addormentare lo scricchiolio del tempo
un rasoio nello specchio
fino all’alba
lascia sull’altare la grappa di tuo padre
la luce lapidata
dai sicari della colpa
poi amami con la tenerezza
dei rami, delle arance congelate
con il bene ricucito
con il respiro di malva
e i chiodi di lana
con il cuore spremuto dalle lancette dell’alba
e poi entri, inondi, rompi gli argini
della mia patria!



*****

ANILA HANXHARI, insignita del premio alla carriera per meriti letterari dal premio letterario internazionale Raffaele Santini. Nata a Durazzo, in Albania, attualmente vive a Milano. È poetessa, pittrice, narratrice, traduttrice e presidente dell’associazione culturale “Italfida”, con cui ha ideato e curato diverse manifestazioni culturali e convegni internazionali. Ѐ ideatrice del format “Poesia e Impresa”, curato per Ascom Abruzzo. Ha pubblicato le raccolte poetiche Io tu e l’Anima (Ianieri 1997), Assopita erba dell’est (Noubs 2002), Cicatrici d’acqua (Noubs 2007, con prefazione di Giuseppe Conte), Brindisi degli angeli (La Vita Felice 2012, con prefazione di Maurizio Cucchi), Tiro a sorte la libertà (Tabula Fati 2016, con presentazione di Davide Rondoni), Amore emana (Meta Edizioni 2017). Prismanima (Terra d'ulivi 2023 curata da Giovanni Ibello, con prefazione di Massimo Morasso e Davide Rondoni), Amore salva dio 2025 (Stampa 2009), curata da Maurizio Cucchi. Presente, fra le altre, nelle antologie Nuovissima poesia italiana (Oscar Mondadori 2005, a cura di Antonio Riccardi e Maurizio Cucchi), La parola che ricostruisce. Poeti italiani per l’Aquila (Tracce 2009), a altro ancora e sue poesie sono state pubblicate su «Specchio» de “La Stampa” e numerose altre riviste. Ha vinto vari premi, tra cui il Premio Camaiore-Proposta 2002, il premio Clemente di Leo, il Premio Matacotta opera prima 2003, il Premio Valle Senio, il premio Poesia nella vita 2011, Premio Bogdani Prishtina (Kosovo), premio dell'Adriatico 2019 e tanti altri.

AMORE EMANA

 ANILA HANXHARI Parafrasando Frank Zappa, direi che parlare di poesia è un po' come giocare di morte, si rischia di essere fuori luogo g...